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Marzo 2008: Il Global Warming in ripresa, ma non ovunque
Scritto da Giulio Betti   
domenica 20 aprile 2008
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Mentre gennaio e febbraio si sono distinti per anomalie positive quasi ridicole, marzo ha visto il global warming tornare a correre, specialmente nel Nord Emisfero. Con +2.24°C le terre emerse della parte boreale del pianeta hanno stracciato tutti i precedenti record, avvicinandosi all’ormai storica anomalia del gennaio del 2007 (+2.28°C). Tuttavia, benché il dato sia assolutamente clamoroso, altri numeri ne attenuano la portata; ad esempio i deboli scarti del Sud Emisfero (+0.35°C), l’anomalia negativa degli Stati Uniti (-0.4°C) e le ottime estensioni delle banchise polari. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto basti pensare che il pack antartico, per il 4° mese consecutivo, ha stracciato ogni record di superficie segnano un +28.6% rispetto alla media trentennale. Sul resto del Globo da segnalare: la più intensa ondata di calore per Marzo sull’Australia meridionale, severe condizioni invernali negli USA nord orientali ed in Quebec, estese inondazioni in Sudafrica, negli USA centrali, in Ski Lanka e in Kenya ed intense tempeste sull’Europa centro rientale e in Messico.
 
 
TEMPERATURA

Anomalia storica per le terre emerse del Nord Emisfero, altrove caldo ancora in affanno.

ImageImageGLOBO: A livello globale Marzo 2008 è stato il più caldo in assoluto da quando vengono effettuate rilevazioni sistematiche. Per le sole terre emerse lo scarto complessivo dalla media ha raggiunto +1.78°C, battendo di 0.16°C il precedente record datato 1990. Se consideriamo anche gli oceani l’anomalia totale raggiunge gli 0.70°C, raggiungendo il secondo posto nella speciale classifica.
 
Marzo 2008
Anomalia
Classifica
Il più caldo
Globo
Terre
+1,78 °C
1° più caldo
1990 (+1,62°C)
Oceani
+0,31°C
13° più caldo
1998 (+0,51°C)
Totale
+0,70°C
2° più caldo
2002 (+0,74°C)
Emisfero settentrionale
Terre
+2,24°C
1° più caldo
1990 (+2,00°C)
Oceani
+0,31°C
9° più caldo
2004 (+0,49°C)
Totale
+1,03°C
1° più caldo
1990 (+1,64°C)
Emisfero meridionale
Terre
+0,35°C
22° più caldo
2006 (+0,92°C)
Oceani
+0,31°C
22° più caldo
1998 (+0,56°C)
Totale
+0,32°C
22° più caldo
1998 (+0,61°C)
fonte dati: NOAA/NCDC
 
ImageImageNord Emisfero: Come quasi sempre accade l’emisfero boreale si conferma, nel caldo o nel freddo, il vero trascinatore del clima mondiale. Le terre emerse, con un perentorio +2.28°C, alzano la febbre dell’interno pianeta risultando solo in parte mitigate dalla leggera anomalia oceanica: +0.31°C. Complessivamente, quindi, il nostro emisfero chiude Marzo con uno scarto complessivo pari ad 1.03°C, in più caldo dal 1880 ad oggi.
 
ImageImageSud Emisfero: L’emisfero australe, al contrario del suo instabile cugino nordico, continua a confermare un trend termico positivo solo di pochi decimi di grado. Gli oceani si sono fermati a +0.31°C, mentre le terre emerse a + 0.35°C ; mediamente la parte meridionale della Terra si congeda da Marzo con una mediocre anomalia positiva pari a 0.32°C. Nella classifica dei Marzi più caldi quest’ultimo si piazza soltanto al 22° posto.
 
Cause: Partendo dalla fiammata boreale possiamo ipotizzare un fortissimo effetto compensativo in sede asiatica dopo le importanti anomalie negative degli scorsi mesi. Non è un caso, infatti, che l’80% di tutti gli scarti positivi di Marzo si siano registrati nel continente asiatico. Quest’area rappresenta da sola la più grande distesa di terre del Pianeta ed è per la quasi totalità inserita tra la fascia subtropicale e quella subartica. E’ ovvio che la fortissima continentalità che la contraddistingue sia causa di pindarici sbalzi termici tra un mese e l’altro. Ed è stato così che al freddissimo anticiclone invernale si è sostituto, anche grazie all’assenza di ondulazioni, un anticiclone dinamico sempre più caldo. A tutto questo si è aggiunto il record negativo assoluto dell’innevamento che ha ridotto notevolmente l’effetto albedo. Per le scarse anomalie del Sud Emisfero vale il discorso degli altri report, ovverosia la presenza della Nina. Quest’ultima, benché in fase di indebolimento, continua a mantenete le temperature dell’Oceano Pacifico equatoriale ben al di sotto della media, abbassando, conseguentemente, il bilancio termico dell’interno sistema emisferico. Non solo, l’eccezionale estensione dei ghiacci antartici ha contribuito senz’altro sia ad abbassare ulteriormente la temperatura delle acque sia quella dell’aria (grazie al maggior albedo).
 
 
PRECIPITAZIONI

Tante piogge, ma anche indesiderati ritorni di aridità.

ImageImageStavolta la presenza della Nina non è riuscita a produrre precipitazioni degne di nota in Australia, anzi, l’indebolimento della fredda cugina del Nino ha fatto tornare in auge deficit idrici. Oltre il 60% del territorio, infatti, ha visto cadere tra il 20 e l’80% di pioggia in meno rispetto alla media. La siccità ha colpito anche negli USA centro occidentali (-20/-50%), nel Sudafrica (-60%), in Pakistan (-60/-100%) e su buona parte dell’Argentina (-40%). Altrove, invece, le precipitazioni sono risultate superiori alla media, con casi limite come Mongolia, Manciuria, Siberia orientale ed India meridionale. In queste si sono registrati surplus pluviometrici tra il 100 e il 300%, con picchi prossimo al 400%. Buona anche la performance dell’Europa centro settentrionale (+40/60%), degli States orientali (+50%), delle Filippine (+60/120%) e della Terra del Fuoco (+80%).
 
 
OCEANI

La Nina si riduce, gli oceani cominciano a scaldarsi.

ImageLa parabola discendente della Nina ha provocato un lieve, ma significativo, aumento della temperatura media dell’oceano Pacifico equatoriale e tropicale. Nel primo caso lo scarto negativo medio si è ridotto a -1°C con le prime anomalie positive a largo delle coste peruviane (+1.5°C ); nel secondo lo scarto positivo oscilla tra +1 e +2.5°C. Degne di nota risultano le anomalie negative su buona parte dei mari antartici (in media tra -0.5°C e -1.5°C ), dove l’eccezionale estensione della banchisa continua nella sua opera di raffreddamento. Altrove degni di nota risultano gli scarti positivi nel Golfo del Messico (fino a + 2°C ) e i forti deficit termici tra la Penisola Californiana e le coste occidentali del Messico; qui le anomalie hanno superato i -3°C . Interessante, infine, risulta la prevalenza di scarti negativi sull’Oceano Indiano, dove i valori termici superficiali hanno fatto registrare scostamenti tra -0.5 e -1°C .
 
 
NEVE

Bene gli USA, record negativo assoluto per l’Eurasia.

L’innevamento questo mese ha premiato il Nord America, dove si è registrata la decima maggior estensione dal 1967. Con 16.5 milioni di chilometri quadrati di terreno coperti da neve Canada e Stati Uniti superano di ben 500000 kmq la media quarantennale. Dolenti note, invece, per la pluridecorata Eurasia (Europa + Asia), dove l’innevamento ha fatto registrare la peggior performance da quando vengono rilevati sistematicamente i dati. Rispetto alla media di riferimento a Marzo sono mancati all’appello 3.7 milioni di chilometri quadrati si superficie innevata; il dato corregge il precedente record negativo (2002) di ben 300000 kmq.
ImageImageImage
 
 
BANCHISA

Antartide scatenato, Polo Nord in convalescenza

Marzo 2008 conferma lo storico trend positivo antartico e fornisce indicazioni piuttosto positive anche per il malandato Polo Nord.
 
ImagePolo Nord: Il Polo Nord, come ormai noto, non gode certo della salute del suo fratello meridionale, tuttavia durante il mese di marzo ha registrato la miglior estensione degli ultimi quattro anni. Con 15.4 milioni di chilometri quadrati la banchisa artica si porta a soli 300000 kmq dalla media trentennale, confermando i progressi fatti registrare nel 2007. Su base annua il recupero è stato del 3.5% che diventa del 5.5% rispetto al minimo record del 2006.
 
ImagePolo Sud: Per l’Antartide Marzo 2008 rappresenta il 4° mese consecutivo con un’estensione della banchisa abbondantemente superiore alla media storica. In questo caso parliamo di record assoluto, con un +28.6% di pack che batte di oltre 10 punti percentuali il precedente picco datato 1994. A dispetto di un’estensione attesa di 4.3 milioni di chilometri quadrati, il mese conclusosi si è congedato con 5547000 milioni di kmq di mare ghiacciato (+1247000). E’ ovvio che questa immensa mole di pack in surplus non solo avrà importanti ripercussioni sul clima antartico e subantartico, ma rimarrà pressoché intatta fino a settembre. Questo perché ormai sul Polo Sud si è insediata la lunga notte polare che difficilmente permetterà al ghiaccio in eccesso di fondere.
 
Traduzione ed interpretazione su fonti NOAA-NCDC: www.ncdc.noaa.gov
 
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