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L'inverno 2006-2007 in Europa: Novembre e Dicembre PDF Stampa E-mail
Scritto da Matteo de Albentiis   
martedý 27 marzo 2007

L’inverno 2006-2007 verrà ricordato per le anomalie termiche che sono state riscontrate su tutto l’emisfero settentrionale. A questo punto, entrando nel mese di Aprile, è tempo di fare bilanci sommari di ciò che è accaduto sullo scenario Europeo dal punto di vista climatico, andando ad evidenziare i maggiori di scostamenti dalle medie e la loro localizzazione sia temporale che territoriale. In questi ultimi tempi si è spesso sentito parlare di record del caldo superati su tuto il comparto europeo e, partendo dai dati del trentennio di riferimento 1961-1990, cercheremo di far luce sui motivi che hanno determinato queste anomalie e hanno avvalorato le tesi sul riscaldamento globale.




Già dal periodo Novembre-Dicembre 2006 si sono verificate circostanze che hanno permesso un mantenimento del calore accumulato durante l’estate precedente. Le prime due decadi di Novembre, infatti, hanno visto una latitanza su latitudini basse del flusso zonale atlantico, ostacolato da un alta pressione sub-tropicale molto forte e ben distribuita al di sotto del 50° meridiano Nord. In quei giorni le temperature in Italia oscillavano tra i 14-17°C al nord, i 17°C-21°C al centro ed i 19°C-23°C al sud. In tutta Europa si registravano valori massimi in pianura compresi tra 15 e 22°C, con qualche eccezione in territorio scozzese (7-10°C a Glasgow) e sul comparto Scandinavo-Russo: 0°C circa a Oslo e Mosca, 2°C a San Pietroburgo e Helsinki. La terza decade di Novembre, invece, ha visto un rafforzamento dell’alta azzorriana sull’Atlantico ed una conseguente ondulazione del vortice polare fin sull’Italia e il Mediterraneo. Questi sono stati gli unici giorni del mese in cui nel nostro paese si sono verificate precipitazioni significative, specie al centro-nord, tutte concentrate tra il 21 e il 22: 50mm a Firenze e Udine, 20mm a Lamezia, Palermo, Vicenza, Alghero. Infatti, una nascente alta pressione sui balcani ed il suo congiungimento con l’alta azzorriana, determinò ben presto un generale aumento della pressione sul Mediterraneo dove rimase un’instabilità abbastanza sterile. Complessivamente, il mese di Novembre si è chiuso con anomalie apparentemente contenute ma generalizzate e tutte in positivo. Sull’Europa centrale si sono registrati i massimi scarti con +3°C, mentre sull’Italia mediamente si sono raggiunti aumenti di 2°C. In tutto l’emisfero settentrionale l’aumento è stato di 0,8°C. Le precipitazioni sono risultate pesantemente inferiori alla norma su tutto il Mediterraneo centro-occidentale (-80/-40 %) e superiori sul nord-Europa (+40/+80 %), specie in Norvegia. Successivamente, il mese di Dicembre è iniziato con una rinforzata struttura anticiclonica sull’Atlantico meridionale che ha permesso la discesa di una goccia fredda in Mediterraneo capace di apportare una moderata instabilità su tutto il comparto durante la prima decade del mese. Sull’Italia, tra il 9 e il 10 dello stesso mese, piovve in maniera piuttosto diffusa da nord a sud, saltando a piedi pari (cosa frequente durante quest’inverno) tutto il settore del medio-basso Adriatico. Nel frattempo, come nel mese precedente, la pressione in aumento sui Balcani, determinò ben presto un allungamento dell’alta azzorriana verso est e pose le basi per un neonato flusso zonale alto e per una generale stabilità sul Mediterraneo centro-orientale, da Tunisi a Cipro. La seconda e la terza decade furono caratterizzate da una moderata goccia fredda in quota che, partendo dal Marocco in direzione Spagna-Golfo del Leone-Italia, provocò un guasto del tempo generalizzato che si spinse fin verso il Natale. In questa circostanza si formò un alta pressione molto forte sull’Europa orientale e centro-settentrionale che determinò anomalie termiche positive elevate su Ucraina, Bielorussia, Polonia, Svezia, Finlandia e repubbliche baltiche; in questo caso, le minime si mantennero alte a causa di una scarsa inversione termica e della mancanza di freddo accumulato. Dicembre si è chiuso con anomalie significative dal punto di vista termico, più contenute sotto il punto di vista precipitativo (anche se in Italia, l’Adriatico è rimasto ancora all’asciutto). Sull’Europa centro-est si sono registrati aumenti di +3/+5°C, anche superiori nella zona uralica; sull’Italia mediamente si sono avuti aumenti di 2-3°C rispetto alla media. Nell’emisfero settentrionale l’aumento termico è stato di ben 1,29°C: il 4° Dicembre più caldo del secolo. Le precipitazioni sono state inferiori alla norma su tutta l’Europa orientale(-80/-40 %) e superiori sull’Europa occidentale (+20/+40 %).

 
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