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L'inverno 2006-2007 in Europa: Gennaio e Febbraio PDF Stampa E-mail
Scritto da Matteo de Albentiis   
martedě 03 aprile 2007
ImageIl Gennaio più caldo del secolo. L'inverno 2006-2007 verrà ricordato per le anomalie termiche che sono state riscontrate su tutto l'emisfero settentrionale. A questo punto, entrati nel mese di Aprile, è tempo di fare dei bilanci su ciò che è accaduto in Europa dal punto di vista climatico, andando ad evidenziare i maggiori di scostamenti dalle medie e la loro localizzazione sia temporale che territoriale. Senza dubbio, in tutto il periodo invernale, Gennaio e Febbraio hanno offerto i maggiori excursus climatici e, dal confronto con in dati del trentennio di riferimento 1961-1990, emergono delle anomalie che statisticamente sono molto significative.


I mesi di Novembre e Dicembre sono stati caratterizzati da un alto flusso Atlantico che ha scaturito condizioni di generale stabilità sull’Europa meridionale con temperature lievemente al di sopra della media e una elevata piovosità più a nord. Questo ha favorito circostanze che hanno permesso un mantenimento del calore accumulato durante l'estate precedente. Come se non bastasse, questa situazione si è perpetrata anche nei mesi di Gennaio e Febbraio, aggravata talvolta da intensi fenomeni di fohen al nord che hanno fatto aumentare le temperature già piuttosto alte. E così si è entrati nel nuovo anno con i primi due mesi che hanno visto un’insolita gara tra le città italiane nel raggiungimento dei 20°C, temperatura più primaverile che invernale. A dire il vero, Gennaio è iniziato con un affondo del vortice polare abbastanza intenso sull’Europa centro-orientale capace di apportare moderato maltempo su tutti i paesi ad est della Francia. Anche l’Italia ha risentito di questo peggioramento e in quei giorni le temperature massime oscillavano tra 7-9°C al nord, 12-14°C al centro, 12-15°C al sud. Durante tutto l’episodio di instabilità si sono raggiunti cumulati di precipitazione pari a 5-10 mm sulle adriatiche e in Sicilia, 10-20 mm in Calabria con punte fino a 30 mm sulla Sila e in Aspromonte. Piogge moderate e qualche rara spruzzata di neve anche sull’Europa orientale, specie sulle coste del Mar Nero, dove si sono registrati valori prossimi ai 30 mm a Bucarest, Odessa e Istambul; fenomeni intensi anche sull’ex-Jugoslavia dove a Sarajevo si raggiunsero i 55 mm in 24 ore. Poi, gradualmente, la situazione è tornata alla “anormalità ” con un’intensa rimonta anticiclonica di matrice subtropicale su tutto il Mediterraneo centro-occidentale, Atlantico alto sull’Europa centro settentrionale con perturbazioni tiepide e piovose che dall’Inghilterra raggiungevano la Russia. A metà Gennaio le massime di Mosca oscillavano tra 6 e 8 gradi. In Italia in quei giorni avvennero due fatti concomitanti che fecero lievitare le temperature: forte fohen al nord ed alta pressione ben strutturata al centro-sud. Eccone alcune: Cuneo 26°C, Torino 25°C, Piacenza 24°C, Parma-Ancona-Milano 23°C, Bergamo – Bolzano-Catania-Pescara 22°C. Nei giorni successivi, una seconda discesa del vortice polare favorita da un anticiclone di blocco sull’Atlantico settentrionale determinò un guasto generalizzato delle condizioni atmosferiche in tutt’Europa con temperature leggermente al di sopra della norma. Complessivamente, il mese di Gennaio si è chiuso con anomalie termiche molto elevate che hanno portato al record storico. Sull'Europa orientale si sono registrati i massimi scarti con +5°C, mentre sull'Italia mediamente si sono raggiunti aumenti di 2°C. In tutto l'emisfero settentrionale l'aumento è stato di ben 2,28°C. Le precipitazioni sono risultate inferiori alla norma su tutto il Mediterraneo centro-occidentale (-80/-40 %) e superiori sul nord-est Europa (+60/+100 %), specie su Scandinavia e Russia europea. In Febbraio le cose sono cambiate. Le temperature hanno raggiunto generalmente valori vicini o lievemente superiori alla norma, mentre un basso flusso Atlantico ha determinato per tutto il mese un guasto del tempo sul Mediterraneo, Francia e Mitteleuropa. I settori che hanno maggiormente beneficiato delle precipitazioni sono le Baleari, la Francia meridionale e la Germania. Le regioni tirreniche italiane hanno risentito moderatamente del flusso atlantico mentre le adriatiche sono rimaste con il proprio grave deficit. Febbraio si è chiuso con anomalie non significative dal punto di vista termico, più elevate dal punto di vista precipitativo. Sull'Europa settentrionale si sono registrate diminuzioni di -3°C, anche inferiori nella zona uralica; sull'Italia mediamente si sono avuti aumenti di 2-3°C rispetto alla media, sull’Europa centro occidentale anche superiori. Nell'emisfero settentrionale l'aumento termico è stato di ben 1,08°C: il 10° Febbraio più caldo del secolo. Le precipitazioni hanno generalmente confermato il trend dei mesi di Novembre, Dicembre e Gennaio.
 
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