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Maggio 2008: Termometri in salita, ma senza eccessi
Scritto da Giulio Betti   
martedý 15 luglio 2008
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Il mese di maggio si pone più o meno a metà strada tra i pesanti scarti positivi di Marzo e le modeste anomalie di Aprile, palesando, a livello globale, +0.45°C. Si tratta dell’ottavo maggio più caldo degli ultimi 128 anni, anche rispetto al record del 1998 il distacco sfiora i due decimi (0.17°C). Il grosso delle anomalie positive ha riguardato, come quasi sempre accade, il Nord Emisfero, anche se stavolta il divario con quello australe è decisamente più livellato. Il segno “+” lo ritroviamo in particolar modo sull’Europa occidentale, sul Sud Africa e sul gran parte della Russia centro orientale; scarti negativi importanti, invece, hanno interessato Russia Europea, Stati Uniti e Argentina (per gli USA anomalia di -0.4°C sulla media secolare). Per quanto riguarda gli eventi meteorologici da segnalare intense tempeste sugli States centro orientali, sull’India settentrionale e sul Brasile meridionale, mentre alluvioni hanno colpito Europa e Colombia. La stagione delle tempeste ha fatto registrare un esordio particolarmente attivo con 2 tifoni e un ciclone, rispettivamente su Filippine e Myanmar. Su quest’ultima nazione Nargis ha provocato una delle peggiori catastrofi degli ultimi 50 anni.
 
 
TEMPERATURA

Lieve scatto d’orgoglio del global warming, ma i massimi del passato restano lontani

ImageImageGLOBO: Le anomalie globali (terre emerse + oceani) di maggio rappresentano un lieve scatto d’orgoglio per il riscaldamento globale, pur non bissando i record degli ultimi 10 anni. Lo scarto complessivo è pari a +0.45°C, l’ottavo più alto di sempre, ma anche uno dei più bassi dal 1998, anno dopo il quale si sono registrati tutti i maggiori picchi termici. Sul 2007 il calo è stato di 0.07°C, mentre rispetto al record del 1998 la riduzione ha sfiorato i due decimi (-0.17°C). Se scindiamo il dato scopriamo che sole le terre emerse hanno visto un calo di 0.26°C rispetto allo scorso anno, passando da 0.96°C a 0.70°C.
 
Maggio 2008
Anomalia
Classifica
Il più caldo
Globo
Terre
+0,70°C
7° più caldo
2007 (+0,96°C)
Oceani
+0,36°C
10° più caldo
1998 (+0,54°C)
Totale
+0,45°C
8 ° più caldo
1998 (+0,62°C)
Emisfero settentrionale
Terre
+0,79°C
8 ° più caldo
2007 (+1,20°C)
Oceani
+0,38°C
8 ° più caldo
2005 (+0,60°C)
Totale
+0,53°C
8° più caldo
2005 (+0,74°C)
Emisfero meridionale
Terre
+0,41°C
18 ° più caldo
2002 (+0,98°C)
Oceani
+0,34°C
15° più caldo
1998 (+0,58°C)
Totale
+0,35°C
11 ° più caldo
1998 (+0,61°C)
fonte dati: NOAA/NCDC
 
ImageImageNord Emisfero: L’Emisfero Boreale denuncia uno scarto complessivo di +0.53°C, derivante dai +0.79°C delle terre emerse e dai +0.38°C degli oceani. Il dato delle aree continentali, pur rappresentando un’anomalia positiva importante, si discosta di ben 0.41°C dal record assoluto fatto registrare lo scorso anno (+1.20°C). I mari, invece, palesano una riduzione rispetto al picco del maggio 2005 pari a 0.22°C; l’anomalia positiva complessiva è l’ottava più alta del secolo, ma tra le più basse degli anni duemila.
 
ImageImageSud Emisfero: Stavolta il “fresco” Emisfero Australe tradisce le attese facendo registrare anomalie postive piuttosto importanti: +0.41°C per le terre emerse e +0.34°C per gli oceani. Si tratta, rispettivamente, della 18° e dell’11° anomalia di sempre, lontane comunque anni luce dai record del 1998 e del 2002. All’epoca i continenti palesarono uno scarto di +0.98°C, mentre i mari di +0.58°C; rispetto ad allora l’anomalia complessiva, pari a +0.35°C, si è ridotta di ben 0.26°C
 
Cause: Con molta probabilità l’aumento delle anomalie nel Sud Emisfero è stato provocato dalla definitiva cessazione della NINA a seguito della quale spesso si registrano temporanei “rimbalzi” termici. Questi ultimi, tuttavia, potevano essere ben più efficaci se non vi fosse stato l’effetto calmierante dell’eccezionale estensione della banchisa antartica. Per quanto riguarda il nostro emisfero, invece, molto ha influito il rapporto di forze tra un’insistente ondulazione sull’Europa orientale ed un’altrettanto robusta alta pressione sulla Russia. Quest’ultima, infatti, ha contribuito ad alzare notevolmente le temperature sulla Siberia centro orientale. Non solo, le precoci tempeste sul sud est asiatico hanno senz’altro contribuito ad aumentare la compressione anticiclonica in corrispondenza delle medie latitudini. Va comunque detto che le vaste aree continentali si prestano a repentini sbalzi termici intermensili e che gli 0.79°C rilevati non rappresentano un’anomalia particolarmente grave.
 
 
PRECIPITAZIONI

Si aggrava la siccità in Australia, piogge eccezionali su Myanmar e Filippine

ImageImageLa definitiva uscita di scena della NINA contribuisce a rendere ancor più grave la crisi idrica in Australia, dove la presenza di un vasto anticiclone ha provocato deficit tra il 40 e il 100%. Stesse anomalie negative si riscontano su Scozia, Irlanda e Florida. Segno meno anche su India meridionale, Sri Lanka e Cina sud orientale, dove si è registrato fino al 150% di pioggia in meno. Sul resto del globo hanno decisamente prevalso i surplus pluviometrici, con i casi limite di Myanmar occidentale e Filippine, interessati da piogge 4 volte superiori alla media. Nell’ex Birmania caduti fino a 800mm in più rispetto ai valori attesi a maggio. Altrove da segnalare i forti surplus dell’Europa centro occidentale, del Midwest statunitense, del Cile centro meridionale e del Giappone. A livello globale il mese di maggio è risultato, complessivamente più piovoso della media.
 
 
OCEANI

Anomalie oceaniche senza significative oscillazioni

Image Esauritisi gli effetti della NINA su gran parte dell’Oceano Pacifico equatoriale e statunitense sono tornate anomalie neutre o solo debolmente negative (-0.5/-1°C); su quello tropicale e temperato, invece, dominano gli scarti positivi, compresi tra +1 e +2.5°C. Quest’ultimo elemento suggerisce il possibile scivolamento dell’indice PDO nella sua fase negativa. Sul resto del globo da segnalare le forti anomalie positive su Nord Atlantico e Mar Baltico (+2/+4°C) e gli scarti negativi (-0.5/-2°C) sull’Atlantico nord occidentale (a sud di Terranova), sul Mare di Barents e lungo la maggior parte delle coste antartiche, dove l’abnorme estensione della banchisa continua a mantenere le temperature superficiali piuttosto basse. Interessanti, infine, le forti anomalie negative (fino a -4°C) registrate a inizio mese lungo le coste settentrionali del Cile e su quelle peruviane.
 
 
NEVE

Innevamento globale: primavera pessima, si salvano gli USA

Con maggio si chiude la stagione delle rilevazioni nivometriche globali e il dato relativo alla primavera 2008 è decisamente deludente con la sola eccezione del Nord America. Complessivamente il Nord Emisfero ha registrato un deficit di 6.5 milioni di chilometri quadrati, la terza peggior performance dal 1967. La responsabilità di questo pessimo dato va tutta all’Eurasia, la cui copertura nevosa risulta la minore da quando vengono sistematicamente rilevati i dati via satellite. Solo il Nord America è riuscito a spuntarla con 300.000kmq in più, quasi tutti riscontrati in prossimità del Canada centrale.
ImageImageImage
 
 
BANCHISA

Polo Sud protagonista assoluto, l’Artide si difende

Le osservazioni satellitari relative all’estensione delle banchise polari forniscono anche per maggio un quadro più che positivo, soprattutto grazie all’ennesima performance antartica.
 
ImagePolo Nord: L’estensione della banchisa artica a maggio è stata pari a 13.2 milioni di chilometri quadrati, scostandosi solo di 400.000 kmq dalla media storica; si tratta della miglior estensione degli ultimi 7 anni. Va tuttavia ricordato che il buon risultato primaverile potrebbe non essere sufficiente per affrontare l’estate ventura, poiché molto del pack osservato è di nuova formazione e quindi estremamente vulnerabile al riscaldamento climatico.
 
ImagePolo Sud: Benché non sia stato battuto l’ennesimo record, la banchisa antartica segna un ottimo risultato facendo registrare 700.000 kmq in più rispetto alla media di riferimento (+7.5%). Per Maggio si tratta della terza estensione di sempre, battuta soltanto da quelle del 1979 e del 2000. Sono sei mesi consecutivi che il Polo Sud fa registrare forti surplus di pack; questi, inoltre, non sono mai scesi al di sotto dei 600.000 chilometri quadrati.
 
Traduzione ed interpretazione su fonti NOAA-NCDC: www.ncdc.noaa.gov
 
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